La donazione è il contratto con cui una persona, per spirito di liberalità, arricchisce un’altra. Si usa spesso per anticipare in vita il passaggio del patrimonio ai figli o al coniuge; poiché incide sulla futura successione del donante, va valutata insieme alla situazione familiare e ai diritti dei legittimari.
La forma
La donazione si fa per atto pubblico, davanti al notaio e a due testimoni, a pena di nullità. Fa eccezione la donazione di modico valore di beni mobili, valida con la semplice consegna.
Ci sono poi le donazioni indirette, come il pagamento da parte del genitore del prezzo della casa acquistata dal figlio. Anche queste contano nella successione del donante: è opportuno che l’atto di acquisto indichi da chi proviene il denaro.
Donazioni e successione
Alla morte del donante i beni donati si considerano per calcolare la quota dei legittimari e, tra figli e coniuge, per la divisione dell’eredità, salvo che il donante abbia disposto diversamente nei limiti di legge. Per questo una donazione va pensata guardando all’intero patrimonio e a tutti i familiari.
Immobili provenienti da donazione: la riforma del 2025
In passato chi acquistava un immobile proveniente da donazione poteva subire, dopo la morte del donante, l’azione dei legittimari lesi, con difficoltà nella rivendita e nei mutui. La legge 2 dicembre 2025, n. 182 ha cambiato le regole: di norma la riduzione della donazione non pregiudica più chi ha acquistato l’immobile dal donatario, e i legittimari lesi hanno diritto a essere compensati in denaro dal donatario. Per le successioni aperte prima della riforma, in alcuni casi valgono ancora le vecchie regole: il notaio lo verifica caso per caso.
Il patto di famiglia
Per l’impresa di famiglia la legge prevede il patto di famiglia: l’imprenditore trasferisce l’azienda, o il titolare le proprie partecipazioni, a uno o più discendenti, con la partecipazione del coniuge e degli altri futuri legittimari, che vengono liquidati. Ciò che si riceve con il patto non è più rimesso in discussione alla morte del disponente.
Le imposte
L’imposta di donazione ha le stesse aliquote e franchigie dell’imposta di successione:
- coniuge o parte dell’unione civile e parenti in linea retta: 4% sulla parte che supera 1.000.000 di euro per ciascun beneficiario;
- fratelli e sorelle: 6% sulla parte che supera 100.000 euro;
- altri parenti fino al quarto grado e affini entro il terzo grado: 6%;
- altri: 8%;
- per le persone con disabilità grave la franchigia è di 1.500.000 euro.
Ai fini della franchigia si tiene conto anche delle donazioni già ricevute dallo stesso donante. Sugli immobili si pagano anche l’imposta ipotecaria del 2% e catastale dell’1%, ridotte a 200 euro ciascuna se il donatario ha i requisiti “prima casa”. I trasferimenti dell’azienda di famiglia o di partecipazioni di controllo a figli e coniuge possono essere esenti, se chi riceve prosegue l’attività o mantiene il controllo per almeno cinque anni.
Come richiedere un preventivo
Per un preventivo o un appuntamento può compilare il modulo di contatto, telefonare allo 081 1755 0295 o scrivere a info@notaiosarluca.it. Lo studio del Notaio Ettore Sarluca, in Viale Antonio Gramsci 19, 80122 Napoli (Chiaia–Mergellina), riceve su appuntamento; si parla italiano e inglese.