Il passaggio dei beni di una persona dopo la sua morte è regolato dal testamento, se c’è, e altrimenti dalla legge. In ogni caso la legge riserva una quota del patrimonio (la “legittima”) al coniuge o alla parte dell’unione civile, ai figli e, se non ci sono figli, agli ascendenti. Il notaio interviene sia prima, quando si vuole fare testamento, sia dopo, per la pubblicazione del testamento, l’accettazione o la rinunzia all’eredità e la dichiarazione di successione.
Il testamento
Olografo: scritto per intero, datato e firmato di mano del testatore. Non costa nulla, ma può andare perduto o essere contestato, e una formulazione imprecisa può renderlo di dubbia interpretazione. Si può consegnarlo in deposito a un notaio.
Pubblico: il testatore dichiara le sue volontà al notaio, alla presenza di due testimoni, e il notaio le mette per iscritto. Il notaio aiuta a formulare le disposizioni in modo chiaro e rispettoso dei diritti dei legittimari, e conserva il testamento.
Il testamento resta riservato e si può sempre revocare o modificare.
Dopo la morte: la pubblicazione
Chi ha un testamento olografo deve portarlo a un notaio appena ha notizia della morte del testatore. Il notaio lo pubblica con un verbale, alla presenza di due testimoni; serve l’estratto dell’atto di morte. Solo dopo la pubblicazione il testamento può avere esecuzione.
Accettare o rinunziare all’eredità
L’eredità si acquista con l’accettazione, che può essere espressa, tacita (quando il chiamato compie atti che solo un erede potrebbe compiere, come vendere un bene ereditario) o con beneficio d’inventario, che tiene separato il patrimonio dell’erede da quello del defunto ed è obbligatoria per minori e incapaci. Il diritto di accettare si prescrive in dieci anni.
Chi vuole rinunziare deve farlo con una dichiarazione davanti al notaio o al cancelliere del tribunale, e nel frattempo non deve compiere atti che possano valere come accettazione. Chi è nel possesso di beni dell’eredità ha termini più brevi: in questi casi conviene rivolgersi al notaio subito dopo il decesso.
Se nell’eredità ci sono immobili, l’accettazione va trascritta nei registri immobiliari. Quando l’erede vende un immobile ereditato, il notaio verifica che la trascrizione ci sia e, se manca, la esegue sulla base dello stesso atto di vendita.
La dichiarazione di successione e le imposte
La dichiarazione di successione va presentata all’Agenzia delle Entrate entro dodici mesi dal decesso; non è dovuta in alcuni casi di eredità modeste senza immobili, devolute al coniuge e ai parenti in linea retta. Ha natura fiscale e non vale come accettazione.
L’imposta di successione dipende dal rapporto di parentela:
- coniuge o parte dell’unione civile e parenti in linea retta: 4% sulla parte che supera 1.000.000 di euro per ciascun beneficiario;
- fratelli e sorelle: 6% sulla parte che supera 100.000 euro;
- altri parenti fino al quarto grado e affini entro il terzo grado: 6%;
- altri: 8%;
- per le persone con disabilità grave la franchigia è di 1.500.000 euro.
Sugli immobili si pagano anche l’imposta ipotecaria del 2% e catastale dell’1%, ridotte a 200 euro ciascuna se un erede ha i requisiti “prima casa”. Lo studio può predisporre e trasmettere la dichiarazione di successione.
Come richiedere un preventivo
Per un preventivo o un appuntamento può compilare il modulo di contatto, telefonare allo 081 1755 0295 o scrivere a info@notaiosarluca.it. Lo studio del Notaio Ettore Sarluca, in Viale Antonio Gramsci 19, 80122 Napoli (Chiaia–Mergellina), riceve su appuntamento; si parla italiano e inglese.